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Lo stato dell'arte

Ogni 6 nuovi assunti stranieri uno è romeno


12/06/2008


Ogni 6 nuovi assunti stranieri 1 è romeno. E' quanto emerge dal terzo dossier della Caritas "Romania. Immigrazione e lavoro in Italia", presentato oggi a Roma. secondo stime, i romeni garantiscono l'1,2% del Pil italiano (Avvenire). Nonostante l'alto livello di preparazione, essi trovano sbocco però nei posti meno garantiti e, perciò, sottoscrivono in media 1,5 contratti l'anno. L'inserimento avviene per un terzo nell'industria, per la metà nel terziario (assistenza familiare, alberghi e ristoranti, informatica e servizi alle imprese) e per il 6,6% in agricoltura. In Italia gli immigrati, all'incirca 1 ogni 10 occupati, sono diventati una componente strutturale e sempre più rilevante del mercato occupazionale, in cui il tasso di disoccupazione è da anni in costante diminuzione: ormai sono gli immigrati a coprire i due terzi del fabbisogno di nuova forza lavoro e i romeni stanno in prima fila. L'aumento degli occupati registrati dall'Inail tra il 2006 e il 2007 è stato eccezionale, passando da 263.200 a 557.000, anche se solo in parte si è trattato di nuovi venuti e in larga misura di persone già presenti in Italia ed emerse grazie alla normativa più favorevole derivante dall'adesione all'Unione Europea. Sono aumentati specialmente gli uomini (dal 51,7% al 54,1%), avendo molti di loro (70.000) fruito delle misure di emersione nel settore edile (la legge 4 agosto 2006, n. 248, il cosiddetto "pacchetto Bersani in edilizia"); purtroppo, contemporaneamente è diminuito il numero di ore lavorate e sono aumentati i rapporti part-time, spia della maggiore diffusione del lavoro "grigio". La retribuzione loro corrisposta è leggermente inferiore a quella media percepita dalla totalità degli immigrati (10.042 euro nel 2004, secondo l'Inps): le donne percepiscono il 40% in meno rispetto agli uomini. Un buon numero di donne romene (più di 1 ogni 4) lavora nel settore dell'assistenza alle famiglie ed è tutt'altro che scontato che i loro rapporti di lavoro siano del tutto emersi dopo l'ampliamento dell'Ue. È vero, tuttavia, che le donne romene, in misura ben più consistente rispetto a quelle filippine o di alcune collettività latino-americane, sono inserite anche in diversi altri settori (come quello infermieristico, ad esempio). Quanto al loro rapporto con il sistema previdenziale, la Caritas spiega che i romeni sono al momento marginali fruitori non solo delle prestazioni pensionistiche ma anche delle prestazioni temporanee erogate dall'Inps. Invece, per quanto riguarda le prestazioni assistenziali, un certo numero di accertamenti ha motivato il sospetto che parte dei lavoratori neocomunitari (essi stessi o i loro familiari), complice la vicinanza dei paesi di origine, possono incorrere in un indebito "turismo sociale" e fruire delle prestazioni assistenziali (assegno sociale) sulla base di una residenza formalmente dichiarata ma non effettiva.

Fonte: www.immigrazione.biz

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