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Lo stato dell'arte

Luglio 2006. Ricerca sulla discriminazione nelle imprese aderenti a Confartigianato e nei rapporti tra banche e immigrati




Progetto Equal AHEAD (Accompanying Handicraft Entrepreneurs Against Discrimination)

Presentati a Liverpool i primi risultati delle ricerche sulla discriminazione razziale

Liverpool, 6 luglio 2006 - In occasione della Seconda Conferenza Transnazionale del Progetto Europeo AWARE (At Work Against Racial Exclusion), a cui la partnership italiana di AHEAD lavora insieme alle controparti inglese, francese e slovacca, sono stati presentati i primi risultati di due indagini sulla discriminazione nel mondo del lavoro e dei servizi bancari, che si soffermano, rispettivamente, sulla percezione che della discriminazione hanno gli imprenditori aderenti alla Confartigianato, e sulle difficoltà incontrate dai cittadini immigrati nel rivolgersi alle banche italiane. I dati presentati a Liverpool si riferiscono all’analisi quantitativa di due diversi questionari e costituiscono il punto di partenza per ulteriori approfondimenti. Tuttavia, è già interessante evidenziare alcuni indicatori.
Nel caso dello studio che fa riferimento alla Confartigianato, che si rivolgeva a 400 imprenditori di cui hanno risposto in 200, è emerso che, pur ritenendo rilevante (nel 75,8% dei casi) la discriminazione sul lavoro, i piccoli imprenditori interpellati nella metà dei casi (pari esattamente il 50%) non conoscono la normativa su questo tema, e, pur rendendosi conto dell’ “elevata importanza” del fenomeno migratorio in Italia (nel 64,8% dei casi), mostrano un’attenzione particolare nei confronti della “discriminazione razziale” (attribuendo a quest’ultima il valore più alto, di 8,53 rispetto, ad esempio al 6,99 attribuito alla discriminazione basata sul genere) su cui sarà utile soffermarsi. Cosa intendono esattamente gli imprenditori quando parlano di “razza”, e fino a che punto stanno descrivendo oggettivamente la realtà quando citano l’elevato numero di lavoratori “non qualificati” tra i cittadini immigrati che impiegano? In sostanza, è legittimo sospettare fin da ora che, a causa dei pochi strumenti, della mancanza di tempo e delle scarse risorse a disposizione, i piccoli imprenditori tendano a stereotipare il lavoratore immigrato, razionalizzando i loro bisogni di bassi costi ed elevata flessibilità.
Per quanto riguarda invece lo studio sui rapporti tra immigrati e banche, per il quale sono stati somministrati 200 questionari, possiamo senz’altro concludere che il sistema bancario italiano sta reagendo ad una presenza sempre più stabile di cittadini immigrati e che vi è una crescente sensibilità rispetto ai loro bisogni: di fatto, gli immigrati sono diventati clienti reali. Tuttavia, a detta di questi stessi clienti, troppo spesso mancano servizi specificamente pensati per agevolare il loro accesso alla banca.
Sono soprattutto i cittadini di origine africana a lamentare l’incompetenza degli impiegati (nel 66,7% dei casi) e l’assenza di documentazione in una lingua per loro comprensibile (nel 97,8% dei casi). Si tratterà di verificare se ciò derivi dalla sensazione di essere, seppur “indirettamente”, più discriminati di altri, e di scoprire se questa sensazione ha un reale fondamento. Gli immigrati provenienti dall’Africa sono davvero più discriminati degli altri? E se è così, perché? Forse perché sono più “visibili”? Forse perchè li conosciamo meno? O forse perchè le loro diverse culture d’origine rendono l’interazione con noi più complessa?
Infine, quasi a rimettere in discussione l’ipotesi di partenza: se, come è possibile osservare, alcuni dei cittadini immigrati presenti in Italia da più di 5 anni non hanno mai richiesto servizi bancari mentre solo uno su dieci di loro invia denaro all’estero attraverso questi canali, non è forse legittimo dubitare che le banche siano davvero il “fattore di integrazione” di cui tanto si parla? Una risposta a questa domanda potrà venire da un’analisi qualitativa, che, attraverso interviste approfondite, cercherà, tra le altre cose, di delineare l’attuale posizione degli imprenditori immigrati, verificando fino a che punto questa dipenda dal loro rapporto con le banche.


Questionario per 400 imprese Confartigianato rivolto ai titolari di impresa

Questionario per 200 immigrati sulle modalità d’accesso e di utilizzo del sistema bancario.

Discriminazione in Italia: percezioni e aspettative degli imprenditori

Ricerca sui rapporti tra immigrati e banche in italia


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